11 Set 2013
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Il fascino del Canin

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Non ci sono parole per descrivere il Canin. Non ci sono perché bisogna andarci e camminare tra i karren per capire lo spirito che animava i primi esploratori delle grotte di questo altipiano. Bisogna osservare i punti dove l’acqua crea i suoi percorsi nascosti lunghi chilometri. Bisogna saper individuare il soffio che esce dalle pietre per poter scoprire un mondo.
Arrivati con la funivia al Rifugio Gilberti ci siamo incamminati verso la sella dove un residuato di una casermetta osserva placido la valle alluvionale. Seguiamo per un po’ il percorso verso il Marusich e dopo scendiamo nella conca dove c’è l’abisso Boegan. Il luogo è magico, le fenditure nella roccia sembrano graffi creati da qualche animale preistorico e poi tutto un susseguirsi di karren per raggiungere il Col delle erbe e il DVP. Fossili di megalodon accompagnano il cammino assieme a profonde fessure nella pietra bianca. Un posto incantato.

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Speleo