27 Ago 2018
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#001 Diario di bordo di un video designer VR

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Si avvicina la 75^ Mostra Internazionale d’arte Cinematografica e con essa il mio debutto a questo evento. Debutto perché un progetto a cui ho collaborato e contribuito alla sua realizzazione verrà presentato nella sezione di Biennale College Cinema VR. Tutto ebbe inizio con una telefonata il 10 ottobre 2017 e oggi 27 agosto 2018 posso dire che il percorso fatto è una tra le cose più magnifiche ed entusiasmanti che abbia mai fatto. La sera di quel 10 ottobre non so per quale motivo iniziai a scrivere una sorta di diario di bordo. Non so quale sia stato l’elemento scatenante, forse il puro caso, ma qualcosa mi diceva che si stava iniziando una strada importante, un viaggio che ora, mi rendo conto, è un racconto dell’evoluzione di un progetto presentato ad uno dei festival più importanti al mondo. Nel tempo annotai su carte, computer, biglietti del treno, fogli sparsi, tutto quello che mi veniva sotto mano per fissare nel tempo e nella memoria le cose e le sfide che stavo affontando e, soprattutto, le cose che stavo imparando. Questo post è il primo di una lunga serie che racconterà il percorso che ho fatto, le cose che ho imparato e le cose che ho scoperto durante questa magnifica avventura, ma parte da un po’ più lontano, ovvero da chi sono, cosa faccio e come sono entrato in contatto con il mondo della VR.

Una presentazione improbabile

Per chi non mi conosce, come la maggior parte di voi che siete per caso caduti sulle righe di questo sito, sono, ovvero dovrei essere un video designer. Sono sempre stato refrattario alle etichette, ma ad un certo punto ho dovuto scegliere o più precisamente mi hanno obbligato a trovare una definizione per il mio lavoro e visto che in quel momento mi trovavo a New York e stavo lavorando ad una scenografia digitale la scelta cadde su video designer, suona bene no? Se dovessi descriverlo brevemente, senza tediarvi troppo, definirei il mio lavoro, non quello del video designer ma quello che faccio solitamente, tutto quello che gravita attorno a quei piccoli elementi luminescenti che compongono le immagini in movimento. I pixel. Questo fa già pensare ai più accorti che non mi occupo di cinema nel senso stretto del termine, anche se ho curato la fotografia di un film ed il montaggio di più di qualche documentario, bensì di tutto quello che compone il mondo o forse è meglio definirlo l’universo dell’immagine in movimento o semplicemente del video. Video installazioni interattive, video danza, video arte, video mapping, documentari, scenografie video, insomma video in tutte le salse digitali e raramente analogiche.

La scoperta del 360

Se vogliamo mantenere il parallelismo cosmico, negli ultimi anni, dal 2014 per precisione sono letteralmente precipitato sul pianeta della VR o, se vogliamo fare i puristi, del video immersivo o a 360°. Lo scoprii per caso guardando un video su Vimeo realizzato da Jonas Ginter con 6 GoPro. Fu amore a prima vista. Dovevo assolutamente capire come aveva fatto. Cercai, studiai, improvvisai e alla fine contattai i miei amici del SciFabLab di Trieste e chiesi se potevo stampare un rig per GoPro con la loro stampante 3D. Questo era uno di quei momenti quando ho apprezzato particolarmente l’esistenza di internet.

Agli albori del video a 360°, ben 4 anni fa!!!!, non esistevano le videocamere ma ci si ingegnava a costruire dei rig, che è il termine nerd per dire supporti per videocamere, creati prevalentemente con le stampanti 3D. Questi rig avevano degli alloggiamenti per almeno 5 GoPro. Avendone 4 e di tipo diverso sperimentai comunque con un rig modificato e stampato ad hoc. Il risultato non fu entusiasmante perché individuai quello che sarebbe stato il mio, ma non solo mio, più grande problema nel video a 360° ovvero, la linea di stitching. La linea di stitching è il punto di giunzione tra due immagini riprese da due videocamere diverse e questa linea è il punto dove si “uniscono” assieme le immagini per ricreare la sfera. A dire il vero è più difficile da spiegarsi che da capire e una volta vista la si nota sempre. Ovviamente questo percorso non lo stavo facendo solo io ma tutto una serie di creativi, programmatori, nerd entusiasti stava percorrendo la stesa strada fatta di prove, fallimenti, abbandoni ed idee stampate molto spesso strampalate.

Corsi e ricorsi

Il problema dello stitch l’avevo già affrontato qualche anno prima, e precisamente nel 2001, quando lavoravo al progetto europeo Virtual Access to Research Labs per la Provincia di Torino. All’epoca c’era l’ormai mitico QTVR della Apple che permetteva la creazione di panorami sferici e una volta impostati si poteva navigare internamente attraverso degli hotspot. Le cose che si fanno oggi in 5 minuti con una Ricoh Theta S e Google 3D Tour o VeeR interactive experience, nel 2001 si facevano con tante foto, tanta pazienza e tanto tempo, ma vedremo più avanti che questi tre elementi compaiono spesso se si lavora con la VR. Di fatto avevo già realizzato qualcosa di immersivo e all’epoca era possibile solo con immagini statiche, ma il processo in sostanza è identico, solo che il video aggiunge un livello di difficoltà al videogame dell’immersività. Posso tranquillamente dire che la mia prima linea di stitching la incontrai a Torino in Via Lagrange, non lontano dal cavallo di Nietzsche, tra il 2000 e il 2001.

Questo è il primo post dedicato a questo percorso nella VR e nel video immersivo. Voglio condividere con voi la mia esperienza e che magari sia da spunto per iniziare qualcosa di vostro. Questo non vuole essere solo un diario di bordo ma anche un po’ una storia della tecnologia e dell’evoluzione di essa. Racconterò degli errori, dei successi, di Trieste e di Gorizia, di come ho risolto o non ho risolto dei problemi tecnici, vi racconterò di software, di plugin e di programmi di montaggio, di game engine e tutti i termini e tecniche che ho imparato in questi ormai 4 anni di ricerca fino a raccontarvi il processo creativo e realizzativo del progetto che sarà presentato alla Mostra del Cinema. Sfrutterò anche la mia presenza in prima linea al Festival per raccontarvi da vicino il mondo in continua evoluzione della VR e del Cinema VR.

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