cesano
avanti o paraca, avanti, avanti ancor
Cesano di Roma, 22 ottobre 1994, sabato (compleanno di Roby)
ore 9.51 - Prima settimana -139 1.fase
Oggi c'e stata la cerimonia per la festa dei paracadutisti. 52 anni fa ad El Alamein ci fu una battaglia, dove c'era e rimase ferito nonno Gino con l'Ariete. Adesso sto aspettando di andare alla vaccinazioni. La parata non è andata male ma si vede che non siamo ancora esperti. Passata la prima settimana, è volata. Speriamo che volino anche le altre. Ieri abbiamo fatto la prima prova, l'accertamento di armi e tiro e regolamenti e codici. Oggi tenterò di andare in libera uscita, perché sono da quando sono arrivato che non esco. Aspetto la drop per andare a Roma a trovare Luciana, la cugina di mia mamma. Per adesso comunque è una bella esperienza, molto inconsueta. Oggi ti presenterò un altro compagno di camerata Francesca Ferrante, romano come la maggior parte della mia camerata. E' il tipico Francescone, ha un anno più di me ma sembra un trentenne. E' molto cordiale e i primi giorni voleva portarmi da casa sua i vestiti per me, per la libera uscita, un amico. L'ordine in questa caserma è uno dei principi fondamentali. Tutto dev'essere inquadrato e sistemato perfettamente. Al contrappello tutto deve essere pulito e l'armadietto in ordine. Oggi non ho ancora preso un rapporto, spero di non prenderne. L'unica cosa che non ti fa andare avanti in questo posto è la stanchezza, a volte sei talmente stanco che ti addormenti in piedi, ma pian piano mi sto abituando a questo ritmo. Mi manca molto casa e non vedo l'ora di ritornarci, spero di essere assegnato vicino a casa dopo il corso. Ascoltando gli altri che parlano di cibo, mi hanno fatto venire in mente il mangiare. A dire il vero il cibo non è male ma devi essere veloce anche la, così inghiotti pezzi interi di carne senza masticare perché non c'è tempo. L'orario è un po' strano. In teoria la sveglia è alle 6.30 i giorni feriali, alle 7 i giorni festivi e prefestivi. Noi ci svegliamo un'ora prima perché alle 6.40 c'è l'adunata e in 10 minuti è impossibile fare il cubo, lavarsi, radersi, vestirsi. Così facciamo a turno tra i plotoni, ogni giorno si sveglia per primo un plotone e gli altri a seguire. Alle 6.40 c'è l'adunata per la colazione e alle 7.15 c'è l'alzabandiera. Alle 8.05 inizia il primo periodo fino alle 8.50.
ore 11.58
Sono in camerata con gli altri che cantano l'inno della fanteria, dobbiamo impararlo a memoria per quando marceremo. Ormai ho ingranato, ora bisogna solo continuare. Scriverò a parte la data, l'ora i giorni che mancano alla fine del corso e in che fase e settimana mi trovo.
Inferno di ghiaccio
Cesano di Roma, 21 ottobre 1994, venerdì
ore 22.40 - Prima settimana -138 1.fase
Al mattino un AR portò me ed Enrico Elia alla stazione, destinazione Roma. Il viaggio in treno è stato molto bello, attraversando gli appennini verso il Lazio ho visto dei posti molto belli, mi hanno colpito Terni e la sua acciaieria, e poi la vallata in Umbria subito dopo Narni. Giunto a Roma ho salutato Enrico destinato al genio. Ho preso il treno per Viterbo e sono sceso alla Stazione di Cesano. Era sera e con me c'era un ragazzo con un borsone dei bersaglieri. Gli chiesi dov'era la caserma e mi disse di seguirlo. Mi raccontò che lui era del 156° e mi diede il benvenuto nell'Inferno di ghiaccio. Arrivato davanti alla porta carraia consegnai la lettera all'Ufficiale di picchetto che mi fece entrare e così quella sera di domenica 9 ottobre è iniziato il supplizio. Giunto alla caserma della Scuola di Fanteria, Regina delle Battaglie, mi sono trovato spaesato come la prima volta ma avevo anche il motivo di esserlo. Se a Macerata l'AR ci portò dalla caserma alla stazione qui l'AR ci è venuto a prendere per portarci al Battaglione. All'entrata ho conosciuto Luca Moro di Strassoldo. Caricammo le cose sull'AR e ci porto lungo un viale al 1° Battaglione, una struttura in perfetto stile ventennio con le colonne squadrate. Faceva freddo. Un maresciallo ci venne incontro e ci disse che eravamo i primi due del 157° corso AUC a presentarsi. Ci disse che eravamo definiti ex militari in quanto eravamo già stati inquadrati in un corpo. A prima vista il battaglio risultava vuoto, non c'era nessuno e ci misero in una camerata con 6 letti. Il giorno dopo ci fu l'inquadramento e ci chiamarono uno ad uno per dirci compagnia e plotone. La caserma è enorme 3 battaglioni, oltre 100 edifici, 54 km2, 28 km di strade. Se il primo impatto a Macerata era negativo qua era più che negativo. Stanze enormi, freddo, marziale. Molte volte ho pensato, ma cosa ci faccio qui e questo non era ancora niente. Subito sono iniziati gli addestramenti formali; attenti, riposo, saluto, etc. E poi le lezioni; armi e tiro, regolamenti e codici, NBC (Nucleare Batteriologico Chimico), AIC (Addestramento Individuale al Combattimento), DTL (Dottrina Tattico Logistica) etc. Subito, dal primo istante mi sentii oppresso da tutto. Mi tagliarono i capelli a 5mm, taglio tattico, e il pizzo se ne andò con loro, me lo farò ricrescere tra cinque mesi, tutti mi dicevano che mi stava bene. Alcuni giorni erano talmente duri che pensavo di cedere. Così le prime due settimane sono volate, la settimana zero, detta così perché si svolge l'incorporamento e oggi è la fine della settimana 1. Sono in aula della 7^ compagnia, dove dovrei studiare, ma dovevo scrivere il mio diario da militare perciò farò uno strappo alla regola. Oggi abbiamo fatto i primi accertamenti, spero siano andati bene. Ah si pure qua mi sono fatto degli amici, cioé i compagni di camerata e sono per la maggiore del centro sud d'Italia. Io sono quello che abita più lontano di tutti, ben 670 km. Gli altri te li presenterò giorno per giorno, oggi inizio da Roberto Pierpaoli di Roma che occupa la branda sotto la mia. Nei modi di fare e nella fisionomia, nello sguardo ha qualcosa che mi ricorda il mio amico d'infanzia Luca Frascone, è simpatico a volte un po' imbranato. Non sa fare bene i cubi ma ci aiutiamo a vicenda. Oggi sono stato messo a rapporto per la terza volta e il capitano Di Sarra mi ha fatto un richiamo ed un rimprovero. Anche i miei ufficiali ve li presenterò un po' alla volta. Però ora devo studiare e penso di aver scritto abbastanza per oggi. A domani.
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