cesano
Piantone di battaglione
Cesano di Roma, 2 novembre 1994
ore 2.07 - 3^ sett. mercoledì -128
Sono piantone presso il 1° battaglione, sto facendo il mio turno. Il piantone è una sorta di usciere del battaglione, nel mondo esterno sarebbe l'equivalente del custode. Non c'è niente da fare, solo stare seduti, vigilare la porta e aspettare che finisca il turno. I compiti non sono complessi bisogna solo seguire le consegne dello Scelto di Battaglione, in poche parole la responsbilità è minima. Tra una mezz'ora sveglierò Ottaviani, lo Scelto di Battaglione, che fa parte della mia stessa compagnia, la 7^ Piave, ma è del 4° plotone. E' il più piccolo della compagnia, la "mascotte" del 4°. Mi fa seguire le consegne, ovvero mi dice cosa devo fare ad una determinata ora, ma sono sempre io che gli ricordo le cose. L'unico inconveniente del piantone è che dorme poco. Oggi è il compleanno di zio Furio, appena faccio in tempo gli telefono per fargli gli auguri. Visto che domani docrò svegliare Luca Moro per l'alzabandiera, ve lo presento. Luca Moro è un ragazzo di Cervignano del Friuli, in un primo momento sembra scontroso e burbero ma in realtà è una persona che segue quello che dici e non si perde in fronzoli in poche parole concreto, un vero friulano. Luca è il primo che ho incontrato della mia camerata ed il primo "collega" in quanto siamo arrivati assieme in caserma. Suona la tromba molto bene, mi ha detto che studia da 11 anni. Mi sembra di averlo già visto da qualche parte. Anche lui è ex militare e suonava nella banda ovviamente. Oggi ci saràa la cerimonia per i caduti nel piazzale del Fante appena entrati in caserma a sinistra. A proposito di Luca. Lui è arrivato con me il giorno prima in caserma, io sono arrivato da Macerata. Arrivato a Roma Tiburtina ho conosciuto un ragazzo di Salerno, Massimo, che aveva fatto il CAR a Trieste. Tutti quelli che incontro dicono che è una bella città e sono contento e non vedo l'ora di rivederla. A Cesano la notte fa freddo, un freddo umido, la mattina quando ci svegliamo c'è sempre una nebbiolina che si alza sai prati e dai dintorni. Essendo molto umido c'è una vegetazione rigogliosa, c'è molto verde e ci sono dei bellissimi viali alberati. In linea di massima è abbastanza curata ma i mucchi di spazzatura compaiono in continuazione. Ogni tanto sento passare la ronda.
ore 3.02
Ho calcolato quando c'è stato il primo corso AUC. Se non ho commesso errori il primo corso AUC dovrebbe essere iniziato nel 1955. Chissà quanta gente ci è passata. Chissà come vanno le cose a Trieste. Mi accorgo che più avanti vado in questo corso e più sento la responsabilità piazzarsi nel mio subconscio. Un senso di sicurezza ti pervade, ma non ti seppellisce, una sicurezza calibrata. Sono curioso di sentire cosa diranno al mio ritorno, se sono cambiato o meno, ma lasciamo tempo al tempo, ora devo solo pensare a fere il meglio possibile per superare il corso. Ancora un quarto d'ora e sveglierò Ottaviani. Una cosa mi sono scordato, se non ci sono raccomandazioni qua dentro io vivo sulla Luna. Incontri certa gente che è incapace di gestire le persone. Sono contento di essere entrato per merito e non come "paraculato", almeno non ho fregato il posto a nessuno.
ore 9.09
Buongiorno Mexico. Alle 8.00 di questa fredda e umida mattina ho fatto il mio primo alzabandiera, i compiti del piantone di Battaglione sono anche l'ammainabandiera e l'alzabandiera. Ieri alle 18.45 c'è stato l'ammainabandiera. Ad aiutarmi c'era Giacomo Casanova del 4° plotone, un ragazzo di Altamura. E' stato emozionante, un'esperienza piacevole, ti dà una carica positiva che ti serve a continuare. Sono sempre più contento di questa mia scelta. Questa notte verso le 3.40 ho fatto l'ispezione alle infrastrutture e all'armeria. Domani si va a sparare.
ore 19.37
Finalmente ho smontato di piantone passando le consegne a Massimo Battipaglia, il ragazzo salernitano che ho incontrato sul treno. 31 ore di servizio ininterrotto e un rapporto perché non avevo consegnato la baionetta e così sono due rapporti in un giorno, è quasi impossibile farne a meno, se sbagli anche di poco ti mandano a rapporto. Oggi mi hanno assegnato l'arma un FAL 59 fabbricato a Springfield negli USA nel 1966, è iò numero 81 con il numero di matricola 2143502 e la baionetta numero 113811. Domani battesimo del fuoco al poligono dei Monti di S. Andrea. Ho telefonato a nonna Gianna per fare gli auguri a zio Furio ma non era ancora tornato dal lavoro, mi ha raccontato che vogliono fargli una festa a sorpresa, peccato non essere li. Ora devo studiare, dopodomani ci sono gli accertamenti e domani non ci sarà tempo per studiare. A domani Mexico. Stop, torna indietro, mi sono scordato una cosa. Oggi durante l'addestramento LCB abbiamo mimetizzato una postazione per mitragliatore Browning. Il sottotenente ci ha detto che abbiamo fatto un buon lavoro anche se la postazione è difficile da coprire e mimetizzare. nonostante i rapporti il primo plotone è il migliore, modestia a parte. Ora veramente basta, passo e chiudo (forse)!!!
avanti o paraca, avanti, avanti ancor
Cesano di Roma, 22 ottobre 1994, sabato (compleanno di Roby)
ore 9.51 - Prima settimana -139 1.fase
Oggi c'e stata la cerimonia per la festa dei paracadutisti. 52 anni fa ad El Alamein ci fu una battaglia, dove c'era e rimase ferito nonno Gino con l'Ariete. Adesso sto aspettando di andare alla vaccinazioni. La parata non è andata male ma si vede che non siamo ancora esperti. Passata la prima settimana, è volata. Speriamo che volino anche le altre. Ieri abbiamo fatto la prima prova, l'accertamento di armi e tiro e regolamenti e codici. Oggi tenterò di andare in libera uscita, perché sono da quando sono arrivato che non esco. Aspetto la drop per andare a Roma a trovare Luciana, la cugina di mia mamma. Per adesso comunque è una bella esperienza, molto inconsueta. Oggi ti presenterò un altro compagno di camerata Francesca Ferrante, romano come la maggior parte della mia camerata. E' il tipico Francescone, ha un anno più di me ma sembra un trentenne. E' molto cordiale e i primi giorni voleva portarmi da casa sua i vestiti per me, per la libera uscita, un amico. L'ordine in questa caserma è uno dei principi fondamentali. Tutto dev'essere inquadrato e sistemato perfettamente. Al contrappello tutto deve essere pulito e l'armadietto in ordine. Oggi non ho ancora preso un rapporto, spero di non prenderne. L'unica cosa che non ti fa andare avanti in questo posto è la stanchezza, a volte sei talmente stanco che ti addormenti in piedi, ma pian piano mi sto abituando a questo ritmo. Mi manca molto casa e non vedo l'ora di ritornarci, spero di essere assegnato vicino a casa dopo il corso. Ascoltando gli altri che parlano di cibo, mi hanno fatto venire in mente il mangiare. A dire il vero il cibo non è male ma devi essere veloce anche la, così inghiotti pezzi interi di carne senza masticare perché non c'è tempo. L'orario è un po' strano. In teoria la sveglia è alle 6.30 i giorni feriali, alle 7 i giorni festivi e prefestivi. Noi ci svegliamo un'ora prima perché alle 6.40 c'è l'adunata e in 10 minuti è impossibile fare il cubo, lavarsi, radersi, vestirsi. Così facciamo a turno tra i plotoni, ogni giorno si sveglia per primo un plotone e gli altri a seguire. Alle 6.40 c'è l'adunata per la colazione e alle 7.15 c'è l'alzabandiera. Alle 8.05 inizia il primo periodo fino alle 8.50.
ore 11.58
Sono in camerata con gli altri che cantano l'inno della fanteria, dobbiamo impararlo a memoria per quando marceremo. Ormai ho ingranato, ora bisogna solo continuare. Scriverò a parte la data, l'ora i giorni che mancano alla fine del corso e in che fase e settimana mi trovo.
Inferno di ghiaccio
Cesano di Roma, 21 ottobre 1994, venerdì
ore 22.40 - Prima settimana -138 1.fase
Al mattino un AR portò me ed Enrico Elia alla stazione, destinazione Roma. Il viaggio in treno è stato molto bello, attraversando gli appennini verso il Lazio ho visto dei posti molto belli, mi hanno colpito Terni e la sua acciaieria, e poi la vallata in Umbria subito dopo Narni. Giunto a Roma ho salutato Enrico destinato al genio. Ho preso il treno per Viterbo e sono sceso alla Stazione di Cesano. Era sera e con me c'era un ragazzo con un borsone dei bersaglieri. Gli chiesi dov'era la caserma e mi disse di seguirlo. Mi raccontò che lui era del 156° e mi diede il benvenuto nell'Inferno di ghiaccio. Arrivato davanti alla porta carraia consegnai la lettera all'Ufficiale di picchetto che mi fece entrare e così quella sera di domenica 9 ottobre è iniziato il supplizio. Giunto alla caserma della Scuola di Fanteria, Regina delle Battaglie, mi sono trovato spaesato come la prima volta ma avevo anche il motivo di esserlo. Se a Macerata l'AR ci portò dalla caserma alla stazione qui l'AR ci è venuto a prendere per portarci al Battaglione. All'entrata ho conosciuto Luca Moro di Strassoldo. Caricammo le cose sull'AR e ci porto lungo un viale al 1° Battaglione, una struttura in perfetto stile ventennio con le colonne squadrate. Faceva freddo. Un maresciallo ci venne incontro e ci disse che eravamo i primi due del 157° corso AUC a presentarsi. Ci disse che eravamo definiti ex militari in quanto eravamo già stati inquadrati in un corpo. A prima vista il battaglio risultava vuoto, non c'era nessuno e ci misero in una camerata con 6 letti. Il giorno dopo ci fu l'inquadramento e ci chiamarono uno ad uno per dirci compagnia e plotone. La caserma è enorme 3 battaglioni, oltre 100 edifici, 54 km2, 28 km di strade. Se il primo impatto a Macerata era negativo qua era più che negativo. Stanze enormi, freddo, marziale. Molte volte ho pensato, ma cosa ci faccio qui e questo non era ancora niente. Subito sono iniziati gli addestramenti formali; attenti, riposo, saluto, etc. E poi le lezioni; armi e tiro, regolamenti e codici, NBC (Nucleare Batteriologico Chimico), AIC (Addestramento Individuale al Combattimento), DTL (Dottrina Tattico Logistica) etc. Subito, dal primo istante mi sentii oppresso da tutto. Mi tagliarono i capelli a 5mm, taglio tattico, e il pizzo se ne andò con loro, me lo farò ricrescere tra cinque mesi, tutti mi dicevano che mi stava bene. Alcuni giorni erano talmente duri che pensavo di cedere. Così le prime due settimane sono volate, la settimana zero, detta così perché si svolge l'incorporamento e oggi è la fine della settimana 1. Sono in aula della 7^ compagnia, dove dovrei studiare, ma dovevo scrivere il mio diario da militare perciò farò uno strappo alla regola. Oggi abbiamo fatto i primi accertamenti, spero siano andati bene. Ah si pure qua mi sono fatto degli amici, cioé i compagni di camerata e sono per la maggiore del centro sud d'Italia. Io sono quello che abita più lontano di tutti, ben 670 km. Gli altri te li presenterò giorno per giorno, oggi inizio da Roberto Pierpaoli di Roma che occupa la branda sotto la mia. Nei modi di fare e nella fisionomia, nello sguardo ha qualcosa che mi ricorda il mio amico d'infanzia Luca Frascone, è simpatico a volte un po' imbranato. Non sa fare bene i cubi ma ci aiutiamo a vicenda. Oggi sono stato messo a rapporto per la terza volta e il capitano Di Sarra mi ha fatto un richiamo ed un rimprovero. Anche i miei ufficiali ve li presenterò un po' alla volta. Però ora devo studiare e penso di aver scritto abbastanza per oggi. A domani.
Benvenuto diario
Roma, 20 ottobre 1994
Oggi 20 ottobre 1994 inizio il mio diario, lo inizio in un periodo particolare, cioé durante il servizio militare. Perché lo inizio proprio ora, forse prché è un modo per parlare con qualcuno. Nei giorni precedenti ho fatto di tutto. In teoria
questo diario dovrebbe avere come data d'inizio il 25 settembre 1994, quando sono partito, ma non sono riuscito a trovare un quaderno o un posto su cui scrivere, così farò il riassunto dei giorni passati da militare fino ad ora. Il 25 settembre, come ho già detto, sono partito da Trieste, in treno alle 21.40. Mi sono venuti a salutare tutti gli amici, "la posse", ex compagni di scuola. Daniele mi ha passato la stecca il suo foulard da militare, mi ha fatto molto piacere. In treno ho conosciuto altri che èartivano da Trieste con me. Ho incontrato Alessandro, incredibile, dall'asilo fino al militare assieme. Ho incontrato Igor Corva, ex compagno di scuola. Il viaggio era come me lo immaginavo un viaggio da naja. Abbiamo cambiato a Bologna, treno per Macerata e quando siamo arrivati l'aria peggiore che si poteva immaginare. Nebbia e freddo. Arrivati in caserma una para totale, ho riconosciuto subito il battaglione (dalle foto). Le prime impressioni erano totalmente negative, i primi giorni terribili. File, file, file. Lentamente ti abitui a vivere in un determinato modo, totalmente diverso dal solito e "normale", lentamente conosci come muoverti, conosci i tuoi compagni di camerata e tutto sembra che inizi ad ingranare. I primi tempi hai paura di tutto e di tutti, ma poi tutto diventa normale. Ovviamente manca casa, gli amici, Trieste, il mare.
Però ho iniziato a fare altre cose. Dopo una settimana di propedeutica ho lanciato la prima bomba e ho centrato il bersaglio al primo colpo, il miglior lancio della mia squadra, ho quasi distrutto il paletto del bersaglio. Alla SARAM ho conosciuto molti ragazzi, Michele Bridi di Trento, Raffaele Dario di Trieste, Andrea Luglio anche lui di Trieste, Francesco Bernasconi di Milano, Elia Enrico di Torino, Stefano Baravalle di Torino, Demetrio "Orso" Latella di Crodo, Pup "poname" di Milano, Lorenzo "Meganoide" Timoni di Padova, Mario Gaetano Abramo di Milano, Domenico Grima, Alessandro "Tex" Bernardoni, Davide Daviglio tutti di Milano. Alcuni da vicino altri da lontano, Rusjan di Staranzano con cui parlavo anche in sloveno. Anche se ho passato poche settimane con loro è stato difficile andarmene da Macerata e rimarranno per sempre nei miei ricordi. In quei giorni ovviamente chiamavo a casa e il 7 ottobre i miei mi hanno fatto una sorpresa venendomi a trovare. Sono rimasto sorpreso dalla loro vistia, proprio non me l'aspettavo. Purtroppo non sono potuto uscire perché quel giorno mi avevano fatto la vaccinazione e così siamo rimasti a chiacchierare in parlatorio senza uscire. Il giorno dopo mi chiamarono con l'altoparlante in fureria. Entrai nell'ufficio dove un maresciallo mi chiese: "Accetta si o no?", io senza pormi troppi problemi risposi di si e mi diede la lettera augurandomi buon viaggio e buona fortuna. Ero entrato al 157° Corso AUC, avevo vinto il concorso per entrare alla Scuola di Fanteria. In quei giorni sarei potuto tornare a casa, ma per motivi burocratici rimasi in caserma a Macerata e il 9 sono partito per Roma. Ho salutato i miei compagni di avventura di quelle 2 settimane e presi il treno per Roma. Benvenuto diario.
I wanna touch the sky
24 settembre 1994, dopo il cambio a Bologna all'una e quaranta, persi come solo gli sguardi di ragazzi che stanno cambiando vita lo possono essere. Una sorta di rito d'iniziazione moderno, un passaggio dall'adolescenza alla vita vera e propria ed i treni e le relative stazioni erano i luoghi in cui questo passaggio in fondo si compiva con i subriti, gli amici che ti salutano, a volte i genitori, le mamme in lacrime. Dopo la partenza il vuoto davanti e ti rendi conto che stai entrando piano piano nella fase di fabricazione dei ricordi.



