I wanna touch the sky
24 settembre 1994, dopo il cambio a Bologna all'una e quaranta, persi come solo gli sguardi di ragazzi che stanno cambiando vita lo possono essere. Una sorta di rito d'iniziazione moderno, un passaggio dall'adolescenza alla vita vera e propria ed i treni e le relative stazioni erano i luoghi in cui questo passaggio in fondo si compiva con i subriti, gli amici che ti salutano, a volte i genitori, le mamme in lacrime. Dopo la partenza il vuoto davanti e ti rendi conto che stai entrando piano piano nella fase di fabricazione dei ricordi. Sicuramente prima o poi racconterai della tua esperienza da militare, della partenza, dei saluti, del viaggio. C'era la nebbia a Bologna non folta ma la nebbia di settembre di quei posti. Verso le due il treno per Macerata, infreddoliti, assonnati, sperduti fino all'alba quando alla stazione di arrivo gli avieri nelle loro belle divise blu ci accolsero e ci portarono con l'autobus alla SARAM - Scuola Addestramento Reclute Aeronautica Militare. Mi ricordo il modo gentile degli avieri ed effettivamente mi avevano sempre parlato bene dell'aeronautica. Ci divisero in gruppi, una sorta di appello per definire i plotoni e poi si presentarono i nostri istruttori e ci mandarono nelle camerate. C'erano molti alberi in quella caserma. Appena si entrava sulla sinistra c'era il parlatorio e poi scendendo la piazza d'armi, a sinistra il cinema ed il barbiere a destra i padiglioni delle camerate e di fronte la mensa. Appena arrivi in caserma come è ovvio ti trovi spaesato, devi cambiare abitudini ed entri in dinamiche assolutamente sconosciute. I primi giorni sei sempre all'erta, hai dubbi su tutto e saluti tutti anche i tuoi parigrado, ma piano piano impari che le strane righe col rombo sulle spalle si chiamano losanghe e che identificano gli ufficiali, poi capisci che in fondo nelle caserme chi conta non sono gli ufficiali ma i sottufficiali e impari a conoscere questo strano mondo che in fondo è una sorta di mondo esterno distorto da un'enorme lente comportamentale all'ennesima potenza, un posto dove la domanda perché non esiste, le cose le devi fare e basta.



