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VG12 e guardare dentro l'abisso
era dalla prima uscita del corso che questa grotta mi era rimasta impressa nella memoria, non per averla visitata, ma per essermi fermato prima dell'ultimo pozzo di 45m. ieri ci siamo tornati. la comitiva comprendeva antonella, tom, refe, giannetti, cristina, igor, francesca, ilaria, luisa e ovviamente io. all'entrata il timore si era fatto risentire e l'idea del "ma ce la farò" voleva riprendere il comando ma appena giunti sul pozzo da 45 (P45), con refe mi accodai ai due armatori igor e tom. la discesa è stata lunga perché stavano armando e noi eravamo ad un frazionamento di distanza così ho potuto guardarmi ben benino il pozzo e devo dire che la parte appoggiata prima della verticale vista dal secondo frazionamento è abbastanza impressionante. le carburo e le led illuminavano la china bagnata e penso che quell'immagine rimmarrà per sempre nei miei occhi. ma la paura non si è manifestata, ovvero la tensione, il controllare 10 volte il discensore prima di staccarsi dalla longe, e ricontrollare che tutto sia a posto. tutto fa tìparte di una tensione che non deve mai allentarsi, un'attenzione forse che non deve mai lasciare spazio a cose fatte senza testa. effettivamente andare in grotta è un ottimo esercizio per la mente perché scatta qualcosa di strano. refe scendendo diceva che la stanchezza fa lavorare la testa, i pensieri, le insicurezze ed effettivemente è meglio aspettare 5 minuti in più che lanciarsi in una discesa o risalita stanchi di testa. li si possono commettere degli errori. l'importante è mantenere la calma. dopo la china o schiena c'è l'ultimo frazionamento sul fuoto con dietro il cavernone. 1 minuto ed ero giù. sensazione bellissima e ho esorcizzato le mie vecchie paure facendo un giretto sulla corda per guardarmi attorno. forse sto iniziando ad apprezzare le discese e le risalite sulle verticali, e mi risuonano le parole di un "collega" che mi disse "vedo il panico nei tuoi occhi, ma alla fine sarai quello che si divertirà di più" prima di scendere i 50 m in libera della noè. la speleologia è una disciplina fantastica e ogni esplorazione, ogni vistia a una nuova grotta in fondo è una riscoperta del lati più nascosti di se stessi.
Fessura del vento e tanti auguri con "scoresa"
Tante volte ho pensato come nascono le canzoni o le tradizioni, chi è stato il primo a "inventarsi" un modo di fare, un modo di cantare o una canzone. E l'altra domenica dopo il bellissimo giro in fessura del vento ci siamo ritrovati in casello a festeggiare un compleanno e tra una pasta due raznici e quattro cevapcici partivano le cantate de grottisti ovviamente intervallate dal classico "tanti auguri" e refe, bonfo e marietto hanno iniziato ad intervallare "la scoresa", nota canzone della tradizione triestina, con tanti auguri e sono andati avanti, seguiti da tutta la ciurma, per quasi mezz'ora. Ormai tutti i compleanni alla commissione mi sa che avranno come canzone ufficiale la nuova variante.
Prima del compleanno abbiamo fatto un giro in fessura del vento per arrivare al ramo adolfo, ma la scarsa qualità del rillievo e della stampa non ci ha permesso di trovarlo così abbiamo continuato fino alla caverna bella. La grotta è fangosissima e scivolosa con alcuni passaggi molto pittoreschi, come il ponte tibetano, alcuni traversi e il cunicolo prima della caverna bella. I traversi erano molto particolari in quanto il cavo era in alcuni punti alquanto marcio. Igor ha armato alcuni passaggi più pericolosi facendo un ottimo lavoro. Alla fine dopo il tanti auguri in grotta siamo risaliti per farci la mangiata post gita.
I partecipanti alla gita in fessura erano: francesca, antonella, tullio, refe, bonfo, bonfetto, barbara, figlio di barbara, vincent (il francese con il reggiseno per chiudere il casco), igor, matteo e eugenio.
Commemorazione in Grotta Gigante
la grotta gigante l'ho visitata dopo oltre 15 anni la settimana prima del corso e ieri ci siamo ritrovati a scendere nuovamente in grotta gigante, questa volta per una commemorazione. infatti si dedicava la ferrata che porta a - 252m appena attrezzata dalla commissione a Giorgio Coloni. Dopo una presentazione nel centro visite siamo scesi dall'uscita e abbiamo rivisto questo spettacolo della natura che è quest'enorme caverna sotto il carso.
fessura del vento (4139 VG)
08/07/2012 prima discesa su corda singola, seppur seguiti dai nostri ex istruttori. grotta particolare ad un certo punto dopo il primo pozzo siamo passati per una fenditura fangosa molto bella e dopo un traverso e la calata nel secondo pozzo siamo giunti fino al lago azzurro evitando (ma non tutti) di cadere in acqua. Risalit un po' difficoltosa e il solito ultimo maledetto frazionamento che ha fatto penare non poco sia me che francesca. sono uscito stanchissimo, forse provato anche dal ritorno da spoleto il giorno prima.
Fessura del Vento sul catasto grotte
bombing blue sky
sembrava una sera, una sera di luglio quando le nubi coprono l'ultimo sole. in cielo il riverbero della città dietro la collina. un rumore e poi un aereo. basso, molto basso sorvola la mia testa. vire verso sinistra lasciando la sua scia di condensa a tracciare la linea d'attacco. dei lampi, delle luci più veloci e poi un'esplosione a metà cielo e un'altro velivo, invisibile fino a quel momento comparve tra le fiamme precipitando nella valle dietro la collina. e poi il risveglio.
grotta valentina (4237 VG)
prima uscita con un gruppo grotte diverso. antonella mi ha inviato l'email di invito per la visita alla grotta valentina così abbiamo deciso di farci un giro nella grotta illumiata par l'occasione e in gestione al gruppo speleologico san giusto. ritrovo alle 11 vicino al campo di calcio di visogliano. il gruppo era composto da molte persone e molti bambini tutti vestiti con caschetti e un folto gruppo di accompagnatori. si entra in una dolina dove sotto una parete di roccia c'è un'apertura, si scivola in un cunicolo alquanto stretto fino alla botola di apertura dove si entra nella prima stanza. il giro è durato quasi due ore in quanto siamo andati anche in una stanzetta con tante concrezioni che si raggiunge facendo un po' di contorsionismo. anche questa volta ho ripreso tutta la visita con la gopro 3d. primo esperimento di una ripresa di visita totale.
teamviewer
qualche settimana fa abbiamo realizzato un esperimento con ennio e marco. un esperimento per uno spot e purtroppo cadeva in un periodo un po' pesante di impegni contemporanei. ennio tempo fa mi aveva accennato di un software con il quale potevi gestire da remoto i computer, non avevo dato tanto peso ma mi son dovuto ricredere. ho installato teamviewer sul pc e l'omologo su iphone e potevo controllare il pc da remoto. la cosa fantastica è il fatto che si può controllare tutto. il software si scarica da http://www.teamviewer.com/ ed è incredibilmente gratuito per uso personale. farò ancora qualche test ma è sicuramente un software che acquisterò se non altro per la comodità di controllare dovunque tu sia il lavoro di rendering. l'installazione è di una semplicità imbarazzante. si scarica il programma per il computer che si sta usando sia uno smartphone un pc o un mac e funziona addirittura su linux. proprio un bel software.



